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mercoledì 13 marzo 2013

Canto di primavera con sapori invernali!





Una foglia, piccola, tenera, di un verde chiaro chiaro,
una viola, un colore intenso che si staglia in mezzo al verde,
poi, d'un tratto: gli alberi si vestono di boccioli, 
il verde chiaro prende il sopravvento su gli altri colori,
l'aria è frizzante e allegra,
il cielo regala un azzurro intenso e il sole si staglia in un contrasto fortissimo;
fiorellini piccoli e teneri, 
una forsizia che si veste di giallo, quasi improvvisamente, 
la primavera...
Stagione di rinascita e di promesse...
Promesse di rinnovamento, di nuove stagioni e di nuovo inizi.
Vita che ritorna dopo che sembrava addormentata per sempre
e regala attimi di emozione.
Gente, gente che passa, anzi corre, come sempre...

Fa un po' fatica la primavera all'inizio,
giornate radiose si perdono dentro al cupo inverno,
poi vince e tutto si colora di nuovo...
Anche in questa grande città di cemento,
pare di sentire nuovi profumi di natura!

Cammino con il naso insù, per vedere il cielo,
mi godo le nuvole bianche che si rincorrono
e lo scampolo di una giornata che regala ancora luce verso sera.

E mentre cammino, vorrei che tutto diventasse silenzioso,
per poter godere del "rumore" della natura...


Però vi racconto una ricetta che sa ancora d'inverno, con il cioccolato, che per me è la quintessenza del confort food!




Plum-cake cioccolato banane e pera


50 gr di cacao amaro
170 gr di farina
3 cucchiai di gocce di cioccolato
1 bustina di lievito
50 gr di burro
2 uova
70 gr di zucchero
1 banana matura
1 pera matura (io decana)

Montate le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto bianco e spumoso, unire il latte, la banana e la pera sbucciate e fatte a pezzettini, e il burro fuso, continuando a montare. Aggiungere la farina e il lievito setacciati poco alla volta e infine le gocce di cioccolato.
Imburrare uno stampo da plum-cake, versarvi il composto, infornare a 180° per 40 minuti circa.
Ottimo a merenda e per una colazione un po' diversa.





domenica 3 marzo 2013

Periodo soffice e mobbido...





Avete mai associato un periodo, un momento della vostra vita, ad un aggettivo?
Non un colore, un aggettivo! Non so cosa mi stia succedendo, potrebbe essere l’età, il “tedesco” come lo chiama la mia amica Nora, oppure l’adipe di troppo, ma la parola che in questo momento mi viene in mente più spesso è: soffice! Che però è un periodo che di soffice non ha nulla, anzi piuttosto duretto…
La seconda parola: morbido… Quindi morbido e soffice. Non mi addentrerei di più che altrimenti mi ritrovo con la camicia di forza addosso, però questa cosa mi incuriosisce assai…
Alla ricerca del morbido e soffice, questo week end ha registrato un numero elevatissimo di “spatasci” (tanto per non smentire il nome). Se la smettessi di prendere ricette qua e là e modificarle a mio piacimento sarebbe probabilmente meglio, ma tant’è, non riesco a farne a meno; dopo però, quando viene ‘na-schifezza non dovrei arrabbiarmi e invece mi viene un incazzo che la metà basta. Giusto ieri sera mi son lanciata su una ciambella, che naturalmente avrebbe dovuto essere soffice… risultato era così “soffice” che metà è restata dentro lo stampo e la metà che ne è uscita era proprio…cattiva, però era soffice!
Sempre alla ricerca del “must” del momento ho provato allora con un plum-cake, va beh va lasciamo perdere, affidiamoci al “fido” archivio che è meglio! Magari il prossimo we sarà virato sul croccante!
Ultima precisazione che poi vi lascio alla “Angie-torta”. Le foto non le ho fatte io, questo di per sé è già una cosa buona, e …(rullo di tamburi) non sono state fatte sulla lavatrice!
Dovete infatti sapere che la mia casetta è molto luminosa, ma ha pavimenti e mobili di legno scuro e quindi l’unico bel posto con tanta luce e un fondo bianco è…la lavatrice! Le mie amiche mi prendono in giro un sacco su questa cosa, ma io imperterrita, continuo, perché…diciamocelo … sulla lavatrice è meglio!!! J

La torta è di una mia collega, Angelica, e io naturalmente, ho apportato qualche modifica...


Angie Cheesecake


per il guscio di brisée:

175 farina
115 burro
30 ml acqua ghiacciata
1 tuorlo
1 cucchiaio di zucchero


3 uova
250 gr mascarpone
250 gr philadelphia (io balance)
120 zucchero
1 cucchiaio di farina
io aggiungerei una grattatina di scorza di limone
100gr. di cioccolato fondente




Impastare gli ingredienti della brisee classica, fare una palla e metterla in frigo. Montare i tuorli con lo zucchero, aggiungere i formaggi (già miscelati), la farina e gli albumi a neve.
Stendere la brisee, meglio se in una tortiera con fondo amovibile. Fondere il cioccolato a bagnomaria e spennellarlo sopra la pasta. Lasciare asciugare un attimo, versare il composto sopra il cioccolato. Infornare 40 minuti a 180°.
ecco fatto! Facile no? E questa è mobbidissima!




lunedì 7 gennaio 2013

tanti baci!




Oggi è il giorno della Befana e dopo un accurato volo notturno in compagnia delle mie amichette ho posato sul cuscino del bambino la piccola calzina di dolcetti. No, confesso non era una calzina, ma una confezione enorme di baci di dama e affini proveniente da una rinomata pasticceria di Asti. Me l'hanno regalata...confesso anche questo, e io, attenta alla linea come sempre (!!!!), l'ho girata al simpatico adolescente, a dieta "strettissima". Che di per sè è una cattiveria se uno è a dieta, ma il simpaticone fa la dieta a ore, dalle tre alle sette del mattino. Non che funzioni proprio bene, anzi, ma tant'è, non è capace di stare a dieta. Perchè è un armadio quattro stagioni Ikea (ancora un po' bassino) e perchè è un adolescente. Poi quando l'inter perde, come oggi, gli prende la fame compulsiva. 
Proprio in questo frangente, (ahah che son milanista), entra in camera mia con un bacio di dama e dice: "come si chiamano?"- "Baci di Dama" - "ah buoni, me li fai? (il perfavore ci stava ma non l'ha detto, tanto per cambiare). E io da mamma premurosa, mi son cercata la ricetta, qui (colpo di fortuna perchè Silvia ha pubblicato proprio oggi un post sui baci di dama) ho cercato un po' nell'armadio delle caccavelle e cose-da-nascondere-che-se-li-trova-mangia-un-kilo-di-cioccolata e ho reperito quasi tutti gli ingredienti, quasi... perchè le nocciole, quelle buone, sigh del piemonte, tri-sigh, avevano già visto un passaggio dell'Unno. Ne son rimaste solo 100 gr, però e dico però, ancora non ha trovato le mandorle, quelle buone, trovate dopo tanto vagare alla Fiera dell'Artigianato. Così ho un po' mixato, sperando che non se ne abbiano a male i puristi della cucina regionale. Ne sono usciti dei baci un po' grandini, un po' tanto, però per essere la prima volta che li faccio sono molto, mooooolto soddisfatta. La prova assaggio del simpaticone, è stata positiva, naturalmente c'era troppa "salsa" (cioccolato, il ragazzo vede troppo masterchef)...
Insomma, quasi, dico quasi , dei baci alla "francese", dove i gusti si mixano in un ottimo equilibrio. Cià che di scemenze ne ho dette anche troppe


Baci di Dama

(ho dimezzato le dosi rispetto all'originale - ne son venuti 40 - quindi 20)

100 gr di burro
125 gr di nocciole (io 100 nocciole e 25 mandorle)
125 gr di zucchero
150 gr di farina

cioccolato amaro 


Tritare le mandorle e le nocciole (le mie eran già tostate), amalgamare con gli altri ingredienti. Se il composto non sta insieme, aggiungere 2 o 3 cucchiaini di acqua. Fare delle palline, piccole, e metterle su una placca, ricoperta di carta forno, ben distanziate, perchè in forno si adagiano un po', formando appunto delle semisfere. Infornare a 175° per 20 minuti. Non stracuocere. Far raffreddare bene prima di toccarli, unire i mezzi baci con il cioccolato sciolto a bagnomaria o nel microonde. Buoni buoni!




lunedì 8 ottobre 2012

tempo di autunno...e di compleanni!





Come è noto, in questa casa siamo in due: mio figlio e io. Quando arriva l'autunno è tempo di compleanni, prima il mio e dopo cinque giorni il suo.... Per festeggiare il mio rilassandomi ho organizzato un cake party, cucinando tre torte in giorno solo e invitando i miei amici a condividerle con me! Peccato che, dato il mio enorme amore per le foto, non le ho fotografate...:)))
Vi lascerò quindi con la curiosità di sapere quai fossero, ma intanto vi racconto quella che ho fatto per il compleanno di Federico. Dalle 18 alle 20 di una sera dopo il lavoro, mi son prodotta in questa fantastica torta, che a dire il vero è un po' lunghetta. Ma lui voleva quella e quella ha avuto!
Tanto per non rilassarmi mai, il giorno dopo, il suo compleanno, mi telefona alle 15.30 e mi dice: "Mamma stasera dopo l'allenamento di calcio vengo a casa con 5 o 6 amici, non è un problema vero?" "ehm...no..ma...ma ...dovete mangiare?"
"Certo, lo sai no?"
In quel momento, il cervello ha cominciato a "smuovere" il neurone forsennatamente e in men che non si dica mi son trovata al supermercato a fornirmi di viveri per 7 dicesi 7 adolescenti affamati, in gastronomia (confesso :))) a prendere qualcosa di fatto e a casa a far paninetti e tramezzini...dopo 2 ore era tutto ok...i ragazzi han mangiato bevuto e fatto il bis di torta e io il giorno dopo ero in ufficio con gli occhi incrociati...Troppo movimento in una settimana!
Comunque son sopravvissuta e ora vi racconto la mia





Torta monterossina sui generis ....
Premetto, questa torta l'ho mangiata (comprata) milioni di volte... la ricetta però l'ho provata un paio di estati fa il la mia amica Daniela di Menu' Turistico. Come precisa lei nel suo post, nessuno ci ha dato la ricetta originale... diciamo che con metodi empirici...l'abbiamo, anzi l'ha, intuita e rifatta, ottenendo un ottimo risultato. Come sempre, (...) io copio e ho un po' modificato, per cercare di limitare le calorie, cosa che ovviamente non mi è riuscita assolutamente. Comunque,

per il guscio pate sucrée (non-so-dove-sono-gli-accenti-su-questa-tastiera-mannaggia!)


250g di farina
100g. di zucchero (io zafiro) la ricetta diceva al velo
100g di burro (io salato)
2 uova
1 pizzico di sale

per il pan di spagna (l'ha ricetta l'ha trovata mio figlio su internet un paio di anni fa, ma non so dove)
5 uova
75 gr fecola di patate 
75 gr farina
150 zucchero

per la crema
4 tuorli
50 gr farina
1/2 litro di latte
100 zucchero
1 bacca di vaniglia
150 gr di gocce di cioccolato

due cucchiai di marmellata di albicocche

cominciamo dal pan di spagna, volendo si può fare anche il giorno prima.
Montare le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto bianco e spumoso, che "scrive". Aggiungere la farina e la fecola setacciate insieme, mescolando lentamente con una spatola dal basso verso l'alto, per non smontare il tutto. Imburrare e infarinare una teglia da 26 cm. versarvi l'impasto e infornare a 180° per una mezz'ora. Lasciare raffreddare. Per il guscio, impastare tutti gli ingredienti velocemente, aggiungendo per ultime le uova. Lavorare pochissimo, appena si forma una palla, mettere a riposare in frigo per un'oretta. Per la crema: in un pentolino portare il latte quasi a ebollizione con 20 gr di zucchero e la bacca di vaniglia, aperta. Montare i tuorli con lo zucchero, sempre fino a quando non diventano bianchi e spumosi, aggiungere la farina setacciata poco a poco, quindi versare il latte a filo, dopo aver grattato con un coltellino la bacca di vaniglia. Mettere sul fuoco, con fiamma molto bassa e far cuocere fino a quando non vela il cucchiaio. Far raffreddare il una ciotola, con pellicola a contato.
Montaggio
Tagliare dal pan di spagna un disco sottile. Dividere la pasta sucree in due, stendere il primo pezzo tra due fogli di carta forno, il più sottile possibile e foderare una teglia per crostate da 26 imburrata e infarinata. Stendere un velo di marmellata e appoggiarvi sopra il disco di pan di spagna. Versare la crema e livellarla bene, spargendovi sopra le gocce di cioccolato in modo uniforme. stendere l'altro pezzo di pasta e appoggiarlo sopra alle gocce avendo cura di sigillare bene i bordi. Infornare a 180° per 40 minuti circa.
Ho un po' fretta e quindi potrei non aver spiegato bene qualche passaggio... mi scuso fin d'ora!