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martedì 16 aprile 2013

L’irresistibile richiamo della caccavella e un dolcino leggero!



Alzi la mano chi ha posto in casa per tutte le caccavelle, alias stampi stampini et similia!
Preciso, perché ai tempi in cui ho cominciato a navigare per blog di cucina mi sono interrogata a lungo sul significato della parola caccavella, trovando risposta ai miei quesiti molto molto dopo! Però ormai faccio parte del giro e quindi mi adeguo, anche se l’etimologia della parola resta ancora oscura…
Dicevo, ho una casa piuttosto grande, considerando che siamo in due, io e il … “gatto”. Sì avete capito bene il “gatto”! “Il gatto” occupa molto spazio fisico, nel senso che è un  “gattone”, ma il suo armadio è sempre vuoto, perché tanto tutta la roba o è in lavatrice o sparsa per casa, visto che per il mio “gatto” il cesto della roba sporca è qualunque spazio della casa, preferibilmente in terra…
Va beh a parte questo, di armadi ce n’è e pure tanti, tutti assolutamente pieni. Purtroppo però la cucina, con mio grande dispiacere è piccola, e quindi, anche se possiede armadietti di primo e secondo livello (si sviluppa in altezza per circa tre metri), non c’è posto per nulla...sigh!
Però io non resisto, quando passo davanti a un negozio di casalinghi, non resisto… Resisto davanti alle scarpe, che tanto mi fan sempre male, resisto davanti ai vestiti, che tanto devo dimagrire prima di subire l’onta della taglia in più, ma davanti ai casalinghi perdo ogni ritegno… Se poi il negozio di cui trattasi ha cartelli formato murales con scritto sconti… “muoro”. Mi proibisco mentalmente di usare bancomat e carta di credito, ma entro! E sicuramente trovo qualcosa che devo assolutissimamente avere, che addirittura mi serve…..(come sono brava a raccontarmi bugie…) e compro! Così torno a casa felice con la mia caccavella nuova, la occulto al “gatto” che sia mai che mi ricordi che vuole che compri la televisione nuova o qualche altro ammennicolo elettronico…
Resta poi il problema, dove la metto? Perché nella suddetta cucina, c’è un solo armadietto per pentole e caccavelle: quegli armadietti bastardissimi-ad-angolo-dove-per-cercare-qualcosa-devi-buttarti-dentro! Quindi, che fare, come districarsi nel ginepraio della sistemazione della caccavella?
Ce l’ho fatta, ma qui stiamo facendo notte e quindi ve lo racconto nella prossima puntata! Ahahah…
Però già che ci sono vi lascio il frutto della mia ultima caccavella …




Focaccia dolce alle fragole e menta

Per la pasta:

250 gr di farina
50 gr di zucchero
1 cucchiaino da caffè di lievito secco

per la composta:

500 gr di fragole
15 foglie di menta
2 cucchiai di zucchero



Sciogliere il lievito secco i 100 cc di acqua tiepida. Miscelare farina e zucchero, aggiungere l’acqua con il lievito e impastare. L’acqua non sarà abbastanza, dipende dall’assorbimento della farina; regolatevi aggiungendo acqua poco alla volta, abbastanza per ottenere un impasto morbido, ma non appiccicoso. Impastare per almeno 10 minuti e poi porre a lievitare in una terrina coperta da pellicola in un luogo tiepido fino al raddoppio. Io di solito metto l’impasto per almeno 2 ore, coperto, nel forno con la lucina accesa.

Nel frattempo preparare la farcia. Lavare le fragole e le foglie di menta Tagliare a pezzetti le fragole e a coltello la menta. Mettere il tutto in una padella larga, spolverando con lo zucchero. Porre sul fuoco, continuando a girare fino a che non si sia formata una specie di marmellata (circa 7-8 minuti). Togliere dal fuoco e fare raffreddare.

Passato il tempo, prendere la pasta e, senza rilavorarla, dividerla in due. Ungete di olio uno stampo 20X20.Tirate due sfoglia abbastanza grande per coprire lo stampo, una un po’ più grande dell’altra. Ricoprire con una sfoglia lo stampo, in modo che ai lati ne resti un bordo. Versare la composta di fragole e coprire con l’altra sfoglia, avendo cura di sigillare bene i bordi. Coprite lo stampo con pellicola e mettetelo a lievitare per altre due ore (io in frigo tutta la notte). prima di infornare, spolverare la sommità con un paio di cucchiai di zucchero di canna. Infornate a 180° per circa mezz’ora. La prima si è un pochino scurita… ma la seconda è venuta perfetta!




mercoledì 10 aprile 2013

Torta golosa!





Questo post è per FrancescaAria e per il suo giveaway. Non che fosse necessario scrivere un post, ma mi piaceva pubblicare la meravigliosa torta golosa che ho copiato pari pari da lei. Non mi ha colpito solo la torta, che è assolutamente golosa e buonissima (anche se un cicinin calorica), mi ha colpito il post, una sorta di ricordo sofferto di come è stata travagliata la sua adolescenza e dei suoi nonni.
Mi immagino questi nonni increduli, ma determinati ad andare avanti, mi immagino quest’adolescente ribelle che voleva tutto e il contrario di tutto, mi immagino la fatica di Francesca nell’andare avanti e il senso di smarrimento…
Immagino, ma non so e non saprò mai…Sono fermamente convinta che fino a che non ci si passa non si può sapere cosa vuol dire, solo immaginare, ma i dolori forti sono così potenti, invasivi e diversi che non si potrà mai capire a fondo senza passarci in mezzo.
Il bello di questa tristissima storia è che ha un lieto fine, speranza per tutti gli adolescenti che soffrono e speranza di nonni increduli e spaventati. L’arcobaleno è arrivato ed è davvero un arcobaleno di mille colori: ha i colori dell’amore, di quell’amore che cambia e cresce ogni giorno, il colore della tenerezza e del sorriso, sorriso disarmante e disinteressato di un bambino…anzi di due meravigliosi bambini. L’amore di una mamma che si nutre gli occhi e il cuore solo guardando i suoi cuccioli e che non sa come ha fatto a mettere al mondo due simili meraviglie. Su questo invece potrei scrivere interi libri, perché so cos’è l’amore di una mamma!
So che riempie la vita e il cuore, so che è  puro, disinteressato e infinito e non può che crescere con il passare del tempo. So che niente può cancellarlo o diminuirlo, anche se potrebbe sembrare…
Va’ beh divento melensa, vi racconto questa torta buonissima di Aria, dolce, golosa e piena di amore. Anch’io la dedico con amore…


Torta golosa (presa da qui)

Io non ho cambiato una virgola, era perfetta così!

per la torta:
farina bianca 00: 150 gr
zucchero semolato fine: 200 gr
cacao amaro: 40 gr
burro: 100 gr
uova: 2
latte: 125 ml
vanillina: 1 bustina (per me estartto di vaniglia)
lievito vanigliato: 2 cucchiaini


per la farcitura:
cioccolato fondente: 200 gr
mascarpone: 200 gr
panna da montare: 200 ml



Tirate fuori il burro e le uova dal frigo con un po' di anticipo. Accendete il forno a 170° e imburrate uno stampo rotondo da 22 cm di diametro.
Mettete in una ciotola burro, zucchero e vanillina, e lavorate con le fruste elettriche finché non vi appare una crema soffice; a me ci son voluti 10 minuti.

Aggiungete le uova, una alla volta: non aggiungete il secondo finché il primo non si è perfettamente amalgamato al composto. Mescolate in una ciotola a parte la farina, il cacao e il lievito: setacciateli poco alla volta direttamente nella ciotola con il mix di burro e zucchero, alternandoli al latte quando vedete che il composto si ispessisce troppo. Rovesciatelo nello stampo, livellatelo con la spatola e infornate per 35-40 minuti. Fate raffreddare la torta su una griglia prima di farcirla. Montate la panna e il mascarpone (tranne un paio di cucchiai che vi serviranno per la copertura di cioccolato), e utilizzate questa crema per farcire la torta, con il sac a poche e una bocchetta a stella chiusa. Fate fondere il cioccolato a bagnomaria, stemperateci i due cucchiai di mascarpone che avevate tenuto da parte e rovesciatelo sulla torta, facendo attenzione perchè si solidifica molto in fretta.

venerdì 29 marzo 2013

Il lamento della mancata pasticcera...:)




Tutti quelli che mi conoscono sanno che amo i dolci; amo farli e anche mangiarli, ma più farli! Però, perchè c'è sempre un però, in casa sono tuuuutti a dieta, sempre, e se comunque devono sgarrare, lo fanno con cose salate (perchèèèèè?????); sono a dieta perfino ragazzi e ragazze! E io come faccio a far dolci: no, perchè se li mangio tutti da sola mi ricoverano!
Ed ecco come mi aiutano gli amici, alla domanda - posso portare/fare un dolce? - Riconoscetevi tutti pliss...

1. No, no grazie ho già tanti dolci in casa...

2. No, no, sono a dieta, che poi-lo-so-che-se-fai-un-dolce-mi-dà-dipendenza!

3. No, grazie, ho fatto un fioretto (la donna più buona del mondo, passa da un fioretto all'altro)

4. No grazie, lo sai che non amo i dolci...(sgrunt...)

5. Ci sarà mica dentro il burro, eh! Cosa? Olio o burro fa uguale! Fa male!

6. No, grazie, è come veleno!

7. No, alla mia età si mangiano solo cose sane!

8. Il fanciullo di casa, a volte partecipa a cene in condivisione, dove il cibo da portare viene diviso a seconda dell'età: una volta, ma dico una che mi toccasse il dolce, mai!

Così resto frustrata nella mia voglia di cucina dolce, uffa!
Perfino in ufficio sono a dieta, va beh che ci son tante donne...però!
Per mero scrupolo vi dirò, prima che vi vengano strane idee, che i miei dolci son buoni! Magari non son tanto belli, ma buoni sì!
Che poi vedo foodblogger sfornare dolci in quantità industriali e mi chiedo, ma chi li mangia? Avranno tutte famiglie formato super? Che se le vedi in foto sembra che vivano d'aria e d'amore!
Hanno tutte un freezer a pozzo? Perchè anche così il problema non si risolve, si sposta solo in là nel tempo!
Fanno, come mi disse una cara amica, un 1/16 della ricetta? Non sempre si può...


Oggi, per fortuna, una cara amica mi ha detto che avrebbe accettato una torta e così mi son fatta un regalo! Però presa dal vortice dell'entusiasmo ho dimenticato che la pasta sfoglia (quella di Cucchiaio e Pentolone, qui) andava bucherellata e quindi è venuta un po' stortignaccola, pazienza!

Torta bruttina: sì è vero non è bellissima, però è buonissima, quindi la pubblico! :)


La "mia" Diplomatica

(presa teoricamente da "Sale e Pepe" di non so quale anno, non lo trovo più! Diciamo con libera interpretazione)

per la Pasta Sfoglia (che non è pasta sfoglia, ma finta pasta sfoglia! presa da qui )

150 gr di farina 00
150 gr di ricotta
100 gr di burro


per il Pan di Spagna (so che viene da un blog, ma non ho idea quale, perchè si perde nella notte dei tempi)

(tortiera da 24 cm)
5 uova
150 gr di zucchero
75 gr di farina
75 gr di Fecola di patate
un pizzico di sale

per la crema "Chantilly" (sempre a mia interpretazione, non so se sia corretta o meno)

4 tuorli
100 gr di zucchero
50 gr di farina
500 ml di latte
1 foglio di colla di pesce da 5 gr.
1 bacca di vaniglia
250 gr. di panna fresca

per la bagna:
un bicchiere d'acqua
2 cucchiai di zucchero
un bicchierino di rum (si può omettere, ma ci sta bene)


Per il Pan di Spagna: montare le uova, meglio se a temperatura ambiente, con lo zucchero con la frusta elettrica fino a che non "scrivono", circa un 10 minuti. Aggiungere la farina e la fecola setacciate insieme, poco alla volta, mescolando piano con una spatola dal basso verso l'alto, per non smontare il composto. Imburrare e infarinare bene una tortiera da 24 cm. Versare il composto e infornare a 180°, per circa una mezz'ora (vale la prova stecchino). Si può preparare il giorno prima, anzi meglio!

Per la finta sfoglia: mescolare il burro fatto a dadini, la ricotta e farina con la punta delle dita, fino a che non sono amalgamati. Mettere in frigo una mezz'ora. Togliere l'impasto dal frigo e stenderlo su un piano infarinato formando un rettangolo, ripiegarlo a tre come fareste per la classica sfoglia, girare di 90° e ripetere per altre due volte. A fine operazione, stendete bene con il mattarello e ritagliate due cerchi da 24 cm circa. (ve ne avanzerà, io l'ho surgelata). Bucherellare bene la pasta con i rebbi una forchetta e cospargetela di zucchero al velo. Infornate a 200° fino a che non sarà dorata; lasciare raffreddare.




Per la Crema: Mettere a mollo il foglio di gelatina in acqua fredda. Scaldare il latte in un pentolino con la bacca di vaniglia raschiata. Lasciare in infusione mezz'ora, filtrare. Sbattere i tuorli con lo zucchero fino a che non saranno bianchi e spumosi, aggiungere la farina setacciata sempre sbattendo, però a bassa velocità. Scaldare nuovamente il latte e aggiungerlo al composto a filo. Mettere in un pentolino e far cuocere a fuoco basso fino a che la crema non si addensa, mescolando sempre. Ci vorranno circa 5 minuti. Togliete dal fuoco   e unite il foglio di gelatina ben strizzato, mescolando velocemente. Lasciare raffreddare con una pellicola a contatto, in modo che non si formi la pellicina.
Quando la crema si sarà raffreddata, montare la panna. Amalgamare panna e crema, piano piano per non smontare la panna.

Per la "bagna" : fate bollire in un pentolino, acqua e zucchero, fino a che lo zucchero non sarà completamente sciolto.
Spegnete e aggiungete il rum.

Montaggio del dolce:
Ponete un disco di pasta sfoglia sul piatto di portata, cospargetelo di crema, circa metà. Tagliate un disco dal pan di spagna spesso circa un dito. Bagnatelo con uno sciroppo aromatizzato con il rum. Versate l'altra metà della crema. Chiudete con l'altro disco di sfoglia. Spolverate con zucchero al velo.


domenica 3 marzo 2013

Periodo soffice e mobbido...





Avete mai associato un periodo, un momento della vostra vita, ad un aggettivo?
Non un colore, un aggettivo! Non so cosa mi stia succedendo, potrebbe essere l’età, il “tedesco” come lo chiama la mia amica Nora, oppure l’adipe di troppo, ma la parola che in questo momento mi viene in mente più spesso è: soffice! Che però è un periodo che di soffice non ha nulla, anzi piuttosto duretto…
La seconda parola: morbido… Quindi morbido e soffice. Non mi addentrerei di più che altrimenti mi ritrovo con la camicia di forza addosso, però questa cosa mi incuriosisce assai…
Alla ricerca del morbido e soffice, questo week end ha registrato un numero elevatissimo di “spatasci” (tanto per non smentire il nome). Se la smettessi di prendere ricette qua e là e modificarle a mio piacimento sarebbe probabilmente meglio, ma tant’è, non riesco a farne a meno; dopo però, quando viene ‘na-schifezza non dovrei arrabbiarmi e invece mi viene un incazzo che la metà basta. Giusto ieri sera mi son lanciata su una ciambella, che naturalmente avrebbe dovuto essere soffice… risultato era così “soffice” che metà è restata dentro lo stampo e la metà che ne è uscita era proprio…cattiva, però era soffice!
Sempre alla ricerca del “must” del momento ho provato allora con un plum-cake, va beh va lasciamo perdere, affidiamoci al “fido” archivio che è meglio! Magari il prossimo we sarà virato sul croccante!
Ultima precisazione che poi vi lascio alla “Angie-torta”. Le foto non le ho fatte io, questo di per sé è già una cosa buona, e …(rullo di tamburi) non sono state fatte sulla lavatrice!
Dovete infatti sapere che la mia casetta è molto luminosa, ma ha pavimenti e mobili di legno scuro e quindi l’unico bel posto con tanta luce e un fondo bianco è…la lavatrice! Le mie amiche mi prendono in giro un sacco su questa cosa, ma io imperterrita, continuo, perché…diciamocelo … sulla lavatrice è meglio!!! J

La torta è di una mia collega, Angelica, e io naturalmente, ho apportato qualche modifica...


Angie Cheesecake


per il guscio di brisée:

175 farina
115 burro
30 ml acqua ghiacciata
1 tuorlo
1 cucchiaio di zucchero


3 uova
250 gr mascarpone
250 gr philadelphia (io balance)
120 zucchero
1 cucchiaio di farina
io aggiungerei una grattatina di scorza di limone
100gr. di cioccolato fondente




Impastare gli ingredienti della brisee classica, fare una palla e metterla in frigo. Montare i tuorli con lo zucchero, aggiungere i formaggi (già miscelati), la farina e gli albumi a neve.
Stendere la brisee, meglio se in una tortiera con fondo amovibile. Fondere il cioccolato a bagnomaria e spennellarlo sopra la pasta. Lasciare asciugare un attimo, versare il composto sopra il cioccolato. Infornare 40 minuti a 180°.
ecco fatto! Facile no? E questa è mobbidissima!




martedì 19 giugno 2012

Crema cotta con fragole glassate per la fine della scuola!!!!








Mai avrei immaginato di essere tanto felice per la fine della seconda superiore, ma è stata un tale agonia, che sono contenta di essermene liberata!!! Ovvio che non sono io che vado a scuola, io partecipo osservando silenziosa e  facendo finta di niente davanti agli eventi che si susseguono, soprattutto davanti a quelli negativi. Non ho infatti alzato un sopracciglio di fronte all’1 in latino di ottobre, limitandomi a dire “va be’ sarà per la prossima volta” né di fronte al 10- sempre in latino, accompagnando l’annuncio con un semplice “Bravo!”. Ho ceduto un po’ di fronte all’invio della foto, in diretta da scuola, che ritraeva la pagina del diario con un 8 in storia vergato dalla temibilissima prof. Di italiano, anche perché consapevole che nessuno in quella classe l’aveva mai preso!! L’adorabile adolescente, denominato anche Mr. Simpatia, è infatti titolare di una storia scolastica, da due anni a questa parte, caratterizzata dalla cosiddetta altalena. Si passa dall’uno al 10 con una facilità disarmante… il minimo storico si raggiunge con l’inizio del secondo quadrimestre, per poi risalire lentamente. Il gioco sta nel risalire in tutte le materie, l’anno scorso non ce l’ha fatta, quest’anno sì, evidentemente si specializza!! Scherzi a parte il fanciullo manifesta una sempre più forte allergia per i libri, come del resto la maggior parte dei suoi colleghi, e così è meglio far finta di nulla! Anche perché più dici studia, meno lo fa, come per far dispetto a me. Quindi mi taccio e mi mangio il fegato e per fortuna che è finita, perché altrimenti toccava passare al pancreas! Poi è un fetentone, perché nel momento di minimo storico, caratterizzato da lettere e convocazioni scolastiche, mi chiede regaloni in cambio della promozione a giugno. Quest’anno ritenendo la cosa impossibile, mi sono fatta scappare un sì assolutamente inappropriato e adesso, davanti ai quadri con scritto PROMOSSO, ha teso la manina, dicendo con un sorrisino “sono passato a giugno…”. Visto che in casa mia vige il principio “ogni promessa è debito”, mi ritroverò a fare un regalo da capogiro, cretina che sono!
Comunque, sono proprio contenta, così mi passo un’estate decente, senza rincorrerlo con i libri in mano come l’anno scorso!
Per festeggiare mi son prodotta in questa “Crema cotta con fragole glassate”, reperita sul numero di giugno della “Cucina Italiana”. La ricetta in realtà mi garbava moltissimo, a parte l’esorbitante numero di uova, che peraltro mi sono rifiutata di usare. L’ho variata quindi come segue:



Crema cotta con fragole glassate

500 gr di latte
250 gr di fragole
220 gr di zucchero
200 gr panna fresca
2 tuorli e un uovo (l’originale diceva 5 tuorli e due uova)
1 limone non trattato
2 cucchiai di maizena (io)
Battere le uova con 75 grammi di zucchero fino ad ottenere un impasto spumoso. Scaldare il latte con la panna e 75 grammi di zucchero, fino al bollore. Sciogliere nel latte i due cucchiai di maizena, e versare il tutto a filo sopra le uova continuando a montare. Spegnere il mixer e mischiare lentamente con un cucchiaio fino a che sarà andata via la schiuma. Versare la crema in sei stampini e metterli per la cottura a bagnomaria in una pirofila con l’acqua che arriva fino a metà stampini. Mettere in forno a 180° per 45 minuti (la ricetta diceva 120° per un’ora e mezza, ma io non ho pazienza!). Fatele raffreddare nella pirofila e prima di sformarle mettetele nel frigo per 4 o 5 ore (io tutta la notte). Mondate le fragole e tagliatele a pezzetti, sciogliete 15 grammi di burro in una padella, unite le fragole, 70 grammi di zucchero e la scorza del limone. Cuocere fino a che le fragole non si glassano (3-4 minuti). Sformare le creme e servitele con le fragole glassate. Io ho aggiunto alle fragole a fine cottura una decina di foglie di menta tritate grossolanamente. Buon dolce e buone vacanze a tutti gli studenti!