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domenica 7 aprile 2013

Momenti rubati e una semplice torta salata



Nuvole grigie, ancora! No, aspetta, il sole si fa spazio e in poco tempo il cielo si trasforma da grigio ad azzurro. L’aria si fa tiepida, forse ce la facciamo, sì! La strada si snoda fra le risaie, un albero a segnare un campo, colori che vanno dalla terra, al verde chiaro, al cielo. Nessuno, solo noi e tanta natura. Finalmente, arriviamo insieme al nostro alberello, promessa di fiori rosa, di futuri frutti sugosi con il colore del sole. Suggello di un’amicizia nata per caso, ma in terra buona, che fiorisce e non ha bisogno di proclami. Ci accoglie un gran sorriso, un caldo abbraccio, due cani festosi e tanti gattini un po’ timidi…
Dietro, discreta, c’è una grande casa di campagna, una cascina tra le risaie, che racconta storie antiche di mondine e di duro lavoro della terra. Una mano sapiente l’ha ristrutturata, lasciando intatti i ricordi. Fughe di stanze che si aprono l’una sull’altra, piastrelle recuperate, vecchi abbeveratoi trasformati in lavandini moderni, travi del soffitto a vista, porte antiche. Sapiente arredo che ha tutto della semplicità e del calore, sempice e antica bellezza. E poi noi, chiacchiere, tante chiacchere, di chi non si vede spesso e ha voglia e bisogno di parlar di tutto e di niente. Passioni comuni si intrecciano ad altre parole, una tazza di tè una fetta di torta, tanta pace e semplicità. La pappa ai mici, tanti mici, due foto, sane risate! Il tempo vola ed è già l’ora di andar via, di riperdersi tra le risaie e di immergersi di nuovo nella vita di tutti i giorni, ritemprati però da questo momento fuori dal tempo… le ombre si allungano ed eccoci qui a casa, in mezzo agli affetti e ai lavori di ogni week end.
Ci resta una promessa, lo rifaremo, presto o tardi ci prenderemo ancora altri momenti, e lo sappiamo, sarà ancora festa!



Torta salata spinaci e ricotta

Lo so che la torta salata non prevede l’uso della pasta sfoglia, ma in casa c’è qualcuno che la ama molto. La vera pasta sfoglia l’ho fatta poche volte, ma questa (che trovate qui) l’ho ormai adottata perché semplice e un pochino più sana.

Per la pasta sfoglia:
100 gr di ricotta
100 gr di farina
65 gr di burro
Il procedimento è spiegato qui

Per il ripieno
500 gr di spinaci freschi
250 gr di ricotta
3 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato
1 uovo
Sale pepe noce moscata




Cuocere gli spinaci in poca acqua; lasciarli raffreddare. Passarli al mixer, unire la ricotta, l’uovo, il parmigiano, amalgamando bene il tutto, regolare di sale e pepe, aggiungere una grattata di noce moscata.
Tirare la pasta e foderare una teglia da crostata (io 20X20), unta d’olio. Versare il ripieno e decorare con strisce di pasta. Passare una spennellata di latte sulla pasta, infornare a 180° per 40/45 minuti.
Semplice, ma appetitosa!

lunedì 5 novembre 2012

Brisée di spinaci e patate per il fanciullo!






Che in casa siamo in tre lo sapete tutti. Che l'adorabile adolescente sia l'altro essere umano che convive con me, in quanto minore, pure. Che il terzo sia il gatto, anzi la gatta va da sè. Ma quanto rompe sul cibo il simpatico ragazzino non potete saperlo, perchè per averne un'idea bisogna provarlo. Più che a mattarellate bisognerebbe prenderlo a padellate in testa, che magari fa come l'impasto sbattuto sul tavolo... migliora!
Perchè? Vi do un esempio: l'altro giorno è entrata nella nostra casetta Sky, accompagnata dai suoi "n" canali; in una veloce panoramica, ho scoperto che esiste un canale di cucina e lì l'interesse per la Tv ha fatto capolino (vi assicuro che saranno almeno 8/9 anni che non guardo la tv e non mi manca)  e così ho guardato ben 10 minuti di un programma, perchè poi è finito. La cuoca ha fatto un pane meraviglioso con una forma che ricordava una spiga. Figuratevi, sono andata in "brodo di giuggiole" all'istante. E nel primo giorno disponibile cioè oggi l'ho sfornato. Bellissimo, anche se le mie foto fan schifo e non gli rendono giustizia. Giudizio...non ha abbastanza aria...aveva delle bolle che sembravano quelle di sapone! Domenica scorsa il pane era salato, quella prima insipido, il saint Honorè ... son cattivi i bignè, che però sono stati spazzolati in un nano secondo, le brioscine di crema...meglio il "Mulino Bianco", le lasagne di oggi...le hai comprate al super? ah,no sì vero si sente son più buone quelle del super e via così!
Voi capite che è ben difficile coltivare la passione per la cucina con uno così, ma d'altra parte a me piace cucinare, mi diverto, mi scarica i nervi, non riesco a farne a meno e quindi sopporto, però mi incazzo, ops mi arrabbio... perchè passi una due, tre, dieci, ma poi basta, ecchecavolo! Non ditemi che se è solo questo sono fortunata, c'è qualcosa d'altro, ma tutto sommato niente di grave. Sì, son fortunata lo so... non sembra, anzi, ma lo so, crescerà spero, altrimenti la padella è pronta, anzi prontissima!

Oggi, anzi ieri, per quando lo leggerete voi questa meravigliosa torta salata non ha avuto neanche un sorriso da lui, ma invece è stata gradita dalla nonna 87 enne e dalla sottoscritta. L'idea è della "cucina italiana" di ottobre (2012), ma naturalmente ha subito un po' di modifiche.





Brisée di spinaci con rosti (a saper dove sono i due puntini)


Per la pasta:
175 g di farina
115 g di burro freddo a cubetti

1/2 cucchiaino di sale
1 cucchiaio di pa
rmigiano
1 tuorlo
30 ml di acqua


per il ripieno
600 gr di patate
250 gr di spinaci lessati e tritati
100 gr di latte
1 uovo
2 cucchiai di grana
sale pepe noce moscata
1 spicchio di aglio


per la pasta (copiata da qui ho solo cambiato lo zucchero con il parmigiano) Grezie Roberta!

Setacciare la farina con il sale e lo zucchero e versarla nel robort da cucina con le lame per tritare. Mettere in funzione e unire, poco alla volta, il burro freddo tagliato a cubetti. Far funzionare il robot, finche' limpasto non formera' dei piccoli grumi. Fermare il robot e rovesciarne il contenuto sul piano di lavoro. Formarlo a fontana e praticare un buco nel mezzo. Unire il tuorlo all'acqua molto fredda, mescolando bene per sciuoglierlo completamente. Versarlo nel centro della fontana e cominciare ad amalgamarlo alla farina col burro, lavorando dapprima con una forchetta e poi con le punte delle dita. Lavorare rapidamente la pasta, solo finche' tutto il liquido sara' stato assorbito e potrete formare una palle, che poi appiattirete in un disco di un paio di centimetri di spessore. Avvolgere l'impasto in carta da forno e metterlo in frigo per almeno 30 minuti.

Lessare le patate per 15 minuti dal bollore, poi lasciarle intiepidire nella loro acqua. Saltate gli spinaci in padella con un cucchiaio di olio evo per un paio di minuti con uno spicchio di aglio, che poi andrà levato, fateli raffreddare e tritateli.
Pelate le patate e grattuggiatele con la grattugia a fori larghi; salate, pepate e aggiungete un cucchiaio di grana. Stendere un foglio di carta forno su una placca appoggiatevi un anello da 8  cm e distribuite un ottavo delle patate pressandole formando un disco di 1cm di spessore. Ripetere per altre 7 volte. Stendete la pasta e adagiatela in una teglia unta di burro e passata con la farina (io da 26 cm), viene piuttosto sottile. Mescolate gli spinaci con il latte, 1 cucchiaio di grana, l'uovo una macinata di pepe, un pizzico di sale e noce moscata. Ricoprite la pasta con il composto. Infornate a 200° per 10 minuti; passato quel tempo infornate insieme anche i rosti per 20 minuti. Sfornate entrambi; fateli intiepidire per 10 minuti poi adagiate il rosti sulla torta e servite. Vi assicuro, anche se il fanciullo non ha apprezzato che è una meraviglia!





domenica 23 settembre 2012

Pasqualina de 'noialtri... che non siamo genovesi!






Il ragazzo è uscito, di corsa a scrivere il post! Mi sembra di essere un pericoloso delinquente che progetta strane cose, tanto faccio le cose in segreto. Scrivo post di notte, commento al blog chiusa in cucina, aspetto che esca per caricare le foto, fotografo quando dorme o quando è nella vasca, il che è più o meno la stessa cosa. Tutto in gran segreto perchè? Perchè mio figlio non sa che ho un blog e non lo deve sapere! Perchè se lo sapesse, prima mi prenderebbe in giro e poi comincerebbe a dire che la grafica la deve curare lui, che è bravo, che le foto le deve fare lui (il che sarebbe assolutamente meglio!)  ecc. ecc. E poi, cosa posti...ah no questo si deve fare così, quell'altro cosà....due palle!
Senza contare i suoi tempi, che dire biblici è dire poco, non sarebbe più il mio blog...Senza contare, ehm ehm, che se leggesse i vari post rischierei una denuncia per violazione della privacy! Quindi zitti zitti e acqua in bocca! Già mi ha beccato il mio fratellino e mi ha bellamente preso in giro per un pomeriggio, ma l'ho supplicato di tenere il segreto e fino ad ora l'ha fatto...D'altra parte, lui e l'altro sono talmente occupati a sfinirmi perchè tratto troppo bene la gattina e la chiamo anche "amore mio", che per ora si divertono così. E' solo da quando son nata che mi prendono in giro su tutto! Da quando Federico ha il dono della parola, poi, si è unito all'allegra banda e quindi le riunioni di famiglia per me sono veramente poco esilaranti e invece per loro sono uno spasso.
Bando alle ciance, che ho un sacco di lavoro da fare e passiamo alla ricetta, provata ieri sera per cena. C'era un amico di mio figlio e se la sono sbafata quasi tutta, tanto che ho dovuto chiedere di lasciarne una fetta per fare le foto... (Federico dell'MTC lo sa!).






Pasqualina de 'noialtri

per la pasta
300 gr farina Manitoba
30 g  olio Evo
1/2 bicchiere di vino bianco
acqua
sale

per il ripieno:
2 uova
900 gr Peperoni
2 patate medie
250 gr di “prescinseua" (ho trovato il pusher!!!!!)
100 gr parmigiano
10 gr maggiorana fresca
sale, pepe
olio evo



Per la pasta e il procedimento vi rimando alla Vitto (QUI) io vi racconto solo il ripieno che sono alla terza Pasqualina e quindi dovreste aver imparato :)

Lavare le patate e metterle a lessare in acqua leggermente salata; lavare i peperoni e farli arrostire in forno a 200° per mezz'ora. Quando sono cotti pelarli, cercando di rimetterci un paio di dita come me (lo so che si mettono in un sacchetto per una mezz'ora dopo si pelano bene, ma avevo frettissima!), pulirli dai semi, farli a pezzi e metterli nel mixer, insieme alle patate bollite. Scaldare un paio di cucchiai di olio in una pentola e unire il composto, far sobbollire piano per asciugarlo il più possibile. in una ciotola unire i formaggi e le uova, aggiustare di sale e pepe e unire le foglioline di maggiorana lavate. Quando il composto di peperoni si sarà asciugato bene, toglierlo dal fuoco. Una volta raffreddato, unirlo ai formaggi e comporre la Pasqualina come spiega la Vitto. Cuocere a 180° per 45 minuti.
Veramente buona e saporita! Vado che torna il fanciullo!






Con questa ricetta partecipo all'MT Challenge di settembre:




martedì 18 settembre 2012

Torta Salata Ligure e Buon Compleanno Silvietta!








“ma..ma … ma che gnocca! Oddio, ma sei bellissima!” così mi accoglieva Silvia sabato scorso, in occasione del famoso matrimonio del mio quasi nipote! Elegante ero elegante, ma la reazione di Silvia è sempre da morir dal ridere, passava a segnalare a tutti quelli che vedeva quant’ero bella. Non rende a scriverlo, ma Silvia è uno spasso, non lo fa apposta né si atteggia a spiritosa, lei è così, naturalmente. Non che abbia una vita facile, anzi, ma ha questo modo di prendere le cose con allegra e intelligente ironia, che riesce a farti ridere anche quando davvero non ne hai voglia! Simpatica, a tratti buffa, ma donna anche seria e intelligente. Ci siamo conosciute per caso, ma è stato per così dire un colpo di fulmine! Non capite male eh! Abbiamo condiviso  8 anni di volontariato, a tratti pesante, ma ci siamo divertite come non mai. E’ un’amicizia matura dove non si deve stare insieme per forza, non ci si deve sentire per forza, non si deve fare nulla per forza, ma quando ci si vede è una festa, anche se il tempo è ridotto a 5 minuti…
Per dirvi com’è ci sarebbero tante parole, ma mi piace più dirvi come si sente…con questa vignetta (io sono Lupo Alberto e lei “L’Enrico”, quello che: “parole sue: non capisce una cippa, interviene nel momento sbagliato e dice cose a caso”…non è ovviamente vero, ma è sintomo della sua simpatia)





Silvia oggi compie gli anni e allora quest’anno gli auguri glieli faccio così, con questo post, e anche con una torta, quando avrò il tempo di farla. Oltre che alle amiche dell’MTC, Silvia è una delle maggiori fan di questo blog, anche se non vedrete mai un suo commento, non perché non voglia, ma semplicemente perché lei e la tecnologia sono agli antipodi. Ogni volta che le faccio vedere qualcosa fatto con il pc mi si stupisce…”ma dai, giura, come mi resti tecnologica”. Son due anni che ha imparato a usare le mail, word, e finanche feisbuc., stupendo tutti noi con effetti speciali. Però si ferma lì… Silvia è una delle stelle quando il mio cielo mi sembra buio, è una voce che ascolta senza mai giudicare, è la roccia alla quale aggrapparsi quando tutto crolla, è un’amica sincera e io le voglio un mondo di bene!
Auguri tesoro, magari non mi leggi questo post, non importa… un abbraccione
E ora la ricetta che altrimenti mi divento lagnosa.


(Silvia non c'entra niente con il cognome!!!E' un caso!)











Torta Salata ligure patate e porri 

300 gr di farina manitoba
1/2 bicchiere di vino
1 cucchiaino di sale
30 gr di olio EVO
acqua qb

700 gr di patate
500 gr di porri (già puliti)
2 uova
100 gr di parmigiano
maggiorana (15 gr. fresca)
erba cipollina (10 gr. fresca)
sale
pepe






preparare la pasta come da ricetta di Vitto, che trovate qui. Mentre riposa, lavate le patate e mettetele a cuocere in abbondante acqua leggermente salata. Pulite i porri e affettateli sottili sottili (io con la mandolina). Mettete in una padella molto capace l'erba cipollina tagliata fine fine e fatela rosolare con 3/4 cucchiai di olio per un minuto. Aggiungete i porri e fateli appassire. Togliete dal fuoco, aggiustateli di sale e pepe e fate raffreddare. Quando le patate saranno ben cotte, pelatele e schiacciatele con la forchetta, unitele ai porri, rimettendo la pentola sul fuoco. Fate insaporire le patate, togliete dal fuoco unite maggiorana e formaggio grana. Quando il composto sarà freddo aggiungete due uova leggermente sbattute. Salate e pepate il tutto.
Tirate le sfoglie, come da istruzioni della Vitto, foderate uno stampo da 24, con due sfoglie, ricordandovi di spennellare sempre con olio evo tra una sfoglia e l'altra, unite il composto e livellate bene. Ricoprite con le tre sfoglie avanzate saldandole bene ai lati. Alla penultima sfoglia e ultima sfoglia gonfiate con la cannuccia come spiegato sempre dalla Vitto.
Infornate a 180° per 45 minuti circa o fino a quando la superficie sarà ben dorata. Fate raffreddare prima di mangiarla.





con questa ricetta partecipo all'MTC di Settembre






giovedì 13 settembre 2012

Il Talismano e la Pasqualina


La Torta Pasqualina






Come molti sanno, la mia Bibbia, in cucina, è il Talismano della Felicità. Sarà perché buona parte delle ricette tradizionali di casa mia vengon da lì, sarà perché quand’ero bambina e mia madre cucinava consultava solo questa raccolta, sarà perché evoca ricordi felici; sarà quel che sarà, così è. Infatti, quando ho saputo che questo mese di settembre l’MTC avrebbe avuto come protagonista la torta “Pasqualina”, presa in diretta dalla più fedele tradizione genovese, è lì che sono andata a guardare, nel tentativo, come ha chiesto Alessandra di Menù Turistico, di recuperare quante più possibili ricette “vere”. E  lì mi son fermata; perché la signora Ada Boni ci mette due pagine fitte fitte a spiegare come si fa la Torta Pasqualina, esordisce chiamandola la “gloria” di Gevova e riporta anche questo detto

“beneita e beneisia quella magnin-a
Ca sa ben unn-a torta Pasqualina”

“Benedetta e ribenedetta quella manina che sa fare la Torta Pasqualina”. Conquistata dall’incipit e dal rispetto dell’autrice nei confronti della tradizione ho deciso che la mia prima Pasqualina doveva essere questa.
L’unica variazione importante è stata la pasta, perché il Talismano indicava 500 gr. Di farina e mi sembrava che sarebbe venuta troppa pasta per le mie esigenze. Quindi come da regolamento la pasta e le indicazioni su questa le ho prese da qui, il resto è Talismano.





300 gr di farina (io manitoba)
sale
30 gr di olio EVO oltre quello per cucinare
½ bicchiere di vino bianco secco
1,2 Kg di bietole
150 gr di ricotta uniti a 100 gr di yogurt greco (per sostituire la “prescinseua”)
2 pugni di parmigiano grattugiato
1 pugno di funghi secchi
1 spicchio di aglio
Trito di cipolla
Maggiorana
Uovo  



Impastare la farina con l’olio, il sale, il vino e circa ½ bicchiere di acqua (la pasta deve venire morbida ma non appiccicosa). Dividere in 5 palline (io 9) e fare riposare per 2 ore coperta da pellicola.
Soffriggere in una padella il trito di cipolla con 4 cucchiai di olio Evo (non troppa per me circa ¼ di una cipolla media). Ammorbidire i funghi secchi in acqua fredda e tagliarli finemente; quando la cipolla sarà imbiondita, unire i funghi e l’aglio. Lasciare cuocere a fuoco basso per una decina di minuti. Pulire 1,2 kg di bietole, togliendo quasi tutta la parte del gambo, tagliarle a striscioline e cuocere nella padella dei funghi. Aggiungere la maggiorana (io 5 gr fresca). Lasciare sul fuoco fino a quando il composto non si sarà asciugato bene; regolare di sale, pepe e togliere dal fuoco. Lasciare raffreddare e unire un pugno di parmigiano. In una ciotola lavorare la ricotta con lo yogurt, unire un uovo e un pugno di parmigiano, un pizzico di maggiorana (io 5 gr fresca), sale e pepe.
Stendere una pallina in una sfoglia sottile e foderate il fondo e le pareti di una teglia tonda (diametro 24) unta d’olio facendola un poco debordare  Ungete la pasta di olio con il pennello, stendete la seconda sfoglia. Riempire il guscio con le bietole e con il composto di formaggio. Con il dorso di un cucchiaio fate tre incavi e fate scivolare dentro ognuno un uovo (questa parte si può omettere). Condite le uova con un pizzico di sale e un goccino di olio. Tirate un’altra sfoglie sottile e sovrapponetela al ripieno delicatamente avendo cura di saldarla bene sui bordi. Spennellate di olio. Tirate le altre sfoglie e sovrapporle una alla volta avendo cura di spennerlarle di olio. Stendere la punultima sfoglia, saldare bene ai bordi, lasciando un buchino. Inserire nel buchino una cannuccia, soffiare aria fino a che non si gonfia bene, togliere la cannuccia e chiudere bene in modo che non si sgonfi. Ripetere il procedimento con l’ultima sfoglia. Infornare a 180° fino a che la pasta non diventa dorata (circa 40 minuti). Non è buona, di più.





Con questa ricetta partecipo all’MTC di settembre (forse...)


lunedì 10 settembre 2012

uno strano alfabeto e una "spirale" golosa!




Ho avuto un’estate tranquilla, rilassata, con tanto tempo sotto l’ombrellone a far chiacchere e guardarmi in giro. Un punto d’osservazione interessante…quest’anno mi sono concentrata sugli adolescenti, tra tutte le “categorie”, certamente la più stramba. Ne è uscito questo piccolo alfabeto, forse un po’ esagerato, ma neanche tanto. Ho uno splendido adolescente in casa, come molti sanno, ma quanto sotto non è in alcun modo da riferirsi a lui, o quantomeno è condiviso con altri genitori di adolescenti maschi e femmine.

A come armadio: contenitore dove qualcuno mette in bell’ordine biancheria e vestiti; istruzioni per l'uso: aprire, scegliere, se si cambia idea ributtare dentro, lasciare rigorosamente cassetti e ante aperte, così prende aria e il gatto può entrare a fare un po’ di casino.
B come bagno: stanza a uso e consumo dei figli,  necessariamente dotata di musica “a palla”, dove il minimo di stazionamento è un’ora, 40 minuti per doccia e/o Bagno e 20 per altro; nessuna importanza se altri hanno bisogno dell’unico bagno, aspettano…
C come computer: parola chiave, oggetto irrinunciabile alias finestra sul mondo, dove per aprirla non c’è neanche bisogno di alzarsi. Si fanno compiti, alla bisogna, con un semplice click, si gioca, si vedono film/tv, si ciatta con gli amici, si va su feisbuk, cosa vuoi di più? Condizione sine qua non: linea ad alta velocità…altro che TAV!
 D come disordine  Non va interpretato nel senso comune del termine, ma in un modo nuovo, cioè diversamente ordinato. Il che implica che nel gran casino c’è un ordine, tutto adolescenziale, ma c’è. Occorre fare un atto di fede, perché l’effetto visivo è devastante, l’unico difetto è che i panni sporchi non vanno da soli in lavatrice. Ma si sa, tutte le invenzioni hanno un tempo di rodaggio…
 E come e bay uguale  vetrina per ogni tipo di acquisto.
F come fame…tanta tanta tanta, ma altresì selezionata, solo quello che voglio io…e non c’è neanche Ambrogio!!!
G come gatto: simpatico animale domestico da far curare a qualcun altro, da coccolare alla bisogna e spaventare ogni tanto. La sua educazione è importante e quindi bisogna assolutamente che impari a rispondere ai comandi, seduta, sdraiata… vieni qui e vai là. Un animale di pezza, formato vivente.
 H come Hotel, cioè la propria casa…
 I come i phone, i pad, i pod, i mac….tutto griffato con mela mangiucchiata, altrimenti non vale!
 L come Letto: oggetto comodo dove riposare le stanche membra per almeno 10 ore al giorno per contratto, in assenza protesta sindacale.
 M come Musica assolutamente irrinunciabile 24 ore su 24. Niente melodie, rock e rap, sempre al massimo, con immensa goduria dei vicini e dei familiari. Meglio se si ascolta attentamente una sola canzone ripetuta dalla 100 alle 200 volte pro die.
N come notte, preferibilmente fonda …l’ora in cui si va a letto, minimo le tre…
O come oh! Stupore…davanti ai voti scolastici, preferibilmente negativi
P come Pigrizia: dire che un bradipo è più sveglio di un adolescente è il minimo. Di norma è la pigrizia fatta persona, ci mette un’ora, spacciandolo per un minuto, per fare qualsiasi cosa. Oltre che al lato pratico è bradipo nella testa avendo il cervello quasi sempre in posizione off.
Q come quaderno: oggetto d’antiquariato, che usano i matusa, oggi si usa il pc l’iphone ecc.
R come ritardo… stato non voluto  di eventi concatenati, che casualmente si ripetono ogni giorno, che portano a presentarsi in un qualunque posto fuori tempo massimo. Vocabolo assolutamente in disuso, sostituito dal più versatile “ci si becca lì alla solita ora”
S come studiare, lettera cancellata dall’alfabeto… rimane solo con il prefisso sonn-, altrimenti si potrebbe incorrere in scuola e sveglia.
T come te possino, espressione assolutamente inutile e genitoriale
U come ultimo: anche questa espressione tipicamente adulta associata soprattutto al sostantivo “volta” è l’ultima volta che… e non è mai l’ultima volta…
V come vacanza, condizione praticamente perenne dell’adolescente medio







Dopo queste amene disquisizioni mi son lanciata in una torta salata, tanto per scaricare un po' la tensione...

Spirale con Spinaci
(da un'idea di  "Sale & Pepe" settembre 2012)

300 gr di farina
un uovo
 olio evo
100 gr di scamorza
100 gr di prosciutto cotto
50 gr. di pinoli
300 gr spinaci freschi
pangrattato






Mescolare in una terrina farina, 3 cucchiai di olio, sale, 3 o 4 cucchiai di acqua, lavorando poi sulla spianatoia per almeno 5 minuti fino a ottenere una pasta morbida ed elastica. Formate una palla e fatela riposare per almeno 1/2 ora. Nel frattempo far soffriggere in una padella 3 cucchiai di olio evo, tostare i pinoli, unire gli spinaci, abbassare il fuoco fin a cottura completa degli stessi (ci vogliono 5 minuti circa). Stendere la pasta sottile, altezza 1 o 2 mm, dandole la forma di un rettangolo 20X60.  Spolverare di pangrattato e adagiare sulla parte lunga a tre cm circa dal bordo le fette di prosciutto cotto, la scamorza, e infine gli spinaci. Arrotolare, saldando bene i bordi. Appoggiare il "serpentone" sulla carta forno e arrotolarlo delicatamente fino a formare una spirale. Spennellate con burro fuso e coprite di lamelle di mandorle. Infornate a 180° per una mezz'ora.




venerdì 25 maggio 2012

Esperimenti e una semplice torta salata


In casa siamo in due, il bambino 15enne e io. A me piace tantissimo cucinare, mi rilassa, mi diverte mi fa staccare la spina da tutto e da tutti. Per cui mi riempo di riviste di cucina, dove cerco ricette sfiziose, alle quali mi dedico il sabato mattina, chiusa in cucina, mentre lui dorme. Amo sperimentare, anche se non ho l’abitudine di usare spezie varie. Quello che ho ereditato da casa mia è una cucina lombarda e tradizionalissima, dove già la noce moscata era un azzardo. Mia madre, dovendo nutrire una schiera di figli affamati, quattro per la precisione, si dedicava alla cucina veloce, scartando a priori tutto ciò che richiedeva una preparazione che superava la mezz’ora. Come darle torto, noi divoravamo tutto ciò che c’era in giro e lei doveva mettersi ai fornelli due volte al giorno, sapendo che quello che faceva doveva essere bello sostanzioso, pena il saccheggio del frigorifero!
Così oltre alla cucina veloce e tradizionale, peraltro buonissima, sono cresciuta mangiando sempre primo, secondo, contorno e frutta! Altro che piatti unici. Purtroppo, ho riproposto quest’abitudine in casa mia e così ora sono schiava del primo, secondo e contorno. Io poi salto a piè pari l’uno, l’altro e l’altro ancora, ma in tavola ci devono essere!
A ciò aggiungiamo che la “luce dei miei occhi” mangia tre cose in croce, non perché nessuno gli abbia mai fatto provare alternative, anzi, ma perché la sua ferrea determinazione ha deciso che non gli piace e punto! Quand’era piccolo ho provato di tutto, ma niente, riusciva a saltare pasti interi senza assaggiare nulla di nuovo, figuriamoci ora che è adolescente, dove si è bastian contrari per definizione!
Quindi niente uova- pesce (è allergico) – formaggi fusi- panna- insalata- frutta – carne di vitello – formaggi acidi tipo caprino – e in generale tutto ciò che è nuovo!
Capirete che cucinare, con queste limitazioni, farebbe passare la voglia anche  al più bravo dei cuochi, per cui mi dedico alla sperimentazione solo in modo parziale e con gli ingredienti permessi e, quando “creo” qualcosa di diverso, rischio che mi si dica, come domenica scorsa, “questo non l’ho mai mangiato e non vedo perché cominciare ora!”(doveva partire l’insulto, ma ciò avrebbe generato la rissa e quindi non ho fatto un plissè, mi son limitata a mangiarmi il fegato). Così il mio secondo sfizioso e diverso, è finito nel mio piatto per quattro lunghissimi giorni. In questi casi desisto per un po’ e mi dedico ai cosiddetti cavalli di battaglia come questa semplicissima torta salata :

Torta salata prosciutto e formaggio

1 confezione di pasta sfoglia già stesa
150 gr prosciutto cotto
150 gr fontina tagliata sottile
250 gr ricotta
1 uovo
3 cucchiai di parmigiano grattuggiato
sale pepe e noce moscata.

Io uso la pasta sfoglia perché mio figlio la ama moltissimo. A volte la faccio in casa, ma quella casalinga ha un sapore forte di burro al quale non sono più abituata. Ci sta bene anche la pasta al vino e similari.





Stendere la sfoglia in una teglia da 24 cm. Stendere il prosciutto cotto e la fontina coprendo tutto il fondo della teglia. Mescolare l’uovo alla ricotta sbattendo bene per evitare grumi; salare pepare e aggiungere una grattatina di noce moscata, unire il formaggio grattuggiato. Stendere il composto nella teglia sopra il formaggio. Infornare a 180° per 45 minuti. Servire tiepida con una insalatina fresca. Buon appetito!








con questa ricetta partecipo al contest di cucchiaio e pentolone


il mio contest