domenica 24 marzo 2013

La fideuà lombarda del vagabondo





“Io vagabondo che son io…vagabondo che non sono altro…. “ Con questo motivetto in testa, antesignano dei futuri “Nomadi”, lasciavo il mio paesello, alle cinque di una brumosa mattina di novembre. Lì le mie certezze, i campi, il lavoro e la mia Maria, là il sogno da quand’ero bambino, il mare. Non avevo mai lasciato la mia Milano, ma quel poco di istruzione ricevuta, che si sa che i contadini mica studiano, mi aveva messo nel cuore quella voglia di mare, di avventure, di viaggi e di pirati. E così, scappato di casa, con i miei vecchi stracci e quella zucca, pegno d’amore della Maria, mi dirigevo verso Genova. Lì avrei cercato posto su una nave e via verso nuove e meravigliose avventure…
Son passati quattro lunghi mesi da allora, Genova l’ho raggiunta e ho anche trovato posto su una nave. Dopo mesi di fatica e mal di mare, temprato dal freddo e bruciato dal sole, ho guadagnato la lusinghiera carica di mozzo!
Ho anche messo a segno un altro colpaccio: sono diventato pupillo del cuoco di bordo, che qui chiamano in un modo strano: “cambu….cambuqualcosa”, che la cucina si chiama cambusa! Così la mia gavetta è sempre più piena delle altre, anche se, devo confessarlo, a me il pesce PROPRIO NON PIACE! Beh, quando si ha fame si mangia tutto, ma quella bella polentina della mamma con il profumo si salsiccia, quella della domenica, quella l’è n’altra roba! Solo che, disdetta tremenda disdetta, il cuoco, no, il cambucoso, è stato colpito dal morbo di Montezuma! (che cosa sia non lo so, ma l’effetto è devastante!).
Il capitano, spagnolo che più spagnolo non si può, anche un cicinin antipatico a dirla intera, m’ha preso e il m’ha dit – Franco, ghe penset ti neh? – ah ah non così, l’ha detto nella lingua sua, che l’è come questa, ma con la “s” in fondo a ogni parola! E ha pure aggiunto: voglio la Fideua! Uh mamma, sa l’è stu rub chi? Nel porto, m’ha poi mandato a far provviste, ma che cosa compro???  
Poi l’ho vista, lì tonda, bella, con i colori di “casa” la zucca, la zucca uguale a quella della mia Maria, il mio pegno d’amore! Da dove arrivasse non so, ma sapeva di casa! Ho chiesto in giro come si fa la Fideuà, che l’ho mangiata neh, ma farla l’è n’altra roba! Così ho deciso, stavolta niente pesce! Ho comprato tutto quello che ricordava casa, ho anche speso un patrimonio! Patate, zucca, suchet, e le erbe, le erbe che la Maria coltiva nell’orto, la mia Maria! Perfino il formaggio, poco neh, che somigliava tanto al grana, quello che ho assaggiato alla prima Comunione!
Ho cucinato ed è venuta una roba da leccarsi i baffi che il capitano l’ha mangiata due volte, anche se all’inizio aveva storto il naso! Però io ho deciso: cucinando la roba di casa, m’è venuta la malinconia…. Io al prossimo giro sbarco e torno dalla mia Maria! Mariaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!




Per il brodo di verdura
1 cipolla
3 carote
1 gamba di sedano
2 zucchine
1 l di acqua
Alloro

Per la Fideuà:
1 spicchio di aglio
400 gr di zucca (già sbucciata)
2 patate novelle (medie)
300 gr di zucchine
150 grammi di spaghetti spezzettati
Olio evo
Salvia, rosmarino, sale, pepe
Una bustina di zafferano

Per la salsa:
50 gr di parmigiano
50 gr di olio evo
20 gr di basilico fresco
2 cucchiai di mandorle
Un pizzico di sale



Per il brodo: immergere in un litro d’acqua le verdure e l’alloro, portare a bollore, salare fare cuocere per almeno un’ora e mezzo, filtrare.
Per la fideuà. Lavare bene la zucca e metterla in forno per una mezz’ora a 200°, in una pirofila con un filo d’olio e un rametto di rosmarino. Decorticarla e tagliarla a cubetti. Pelare le patate e tagliare anch’esse a cubetti. In una padella larga, scaldare due cucchiai di olio Evo con due o tre rametti di rosmarino e di salvia e uno spicchio di aglio. Far soffriggere bene patate e zucca, salare, cospargere con un’abbondante spolverata di pepe, aggiungere ½ mestolo di brodo e far stufare per una ventina di minuti. Intanto lavare le zucchine e farle a cubetti. Spezzettare gli spaghetti. Scolare le patate e la zucca, con la schiumarola, quando saranno abbastanza morbide (devono cuocere ancora un dieci minuti) e metterle in un piatto al caldo; togliere il rosmarino e l’aglio. Nel fondo di cottura, a fuoco moderato, far tostare gli spaghetti spezzettati; dopo un minuto, scolarli con la schiumarola e metterli da parte; soffriggere le zucchine a fuoco vivo, salare e coprire. Non dovrebbe essere necessario aggiungere brodo. Quando saranno ancora un po’ indietro, mettere nella pentola anche le patate e la zucca. Far rosolare insieme per un paio di minuti e aggiungere gli spaghetti. In una tazzina, sciogliere lo zafferano con il brodo e aggiungere agli spaghetti. Continuare a aggiungere poco brodo alla volta, mescolando bene fino a cottura. Regolare di pepe (io tanto!).
Per la salsa: Lavare e asciugare il basilico. Frullare insieme al parmigiano e le mandorle, aggiungendo l’olio a filo. Ci sarebbe voluto il mortaio, ma non ce l’ho.
Servire la fideuà ben calda, accompagnandola con la salsa.


 con questa ricetta partecipo all'MTChallenge di marzo!




16 commenti:

  1. L'è minga vera!!!
    Sto ridendo come una matta mentre mi figuro il cambucoso con la maledizione di Montezuma.....
    BRAVAAAAAAAAAAAAA.... con la succa come la mia!
    Chissà perchè ma mi par che la canzone dei Nomadi mi ricordi qualcosa.....
    ;-)
    Nora

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    1. Il vagabondo e' sempre nel mio cuore.... Troppi ricordi! Baci Elvira !

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  2. Cara Greta (ma chi è Greta?)... si può sapere chi è Maria??
    ARC
    P.S.-La Fideuà sembra buona. Ma sono meglio i calamari.

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    1. Mariaaaa! Ma la fidanzata del Franco Arc!

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  3. Bellissima la storia, bellissima la tua fideuà e bravissima tu, veramente!!!

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  4. Grazie Francy! La storia e' demenziale ma vabbe' momento di follia....

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  5. :-)
    Brava: piatto di personalità- non sempre facile, quando si tratta di lavorare solo con le verdure- appetitoso, di gusto. La realizzazione è ineccepibile, e dal risultato si intuisce la tua disinvoltura ai fornelli...e lo posso dire, che non ho dubbi, sul fatto che questa versione abbia anche conquistato il palato difficile del capitano?
    Grazie ancora!

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    1. Grazie Ale ... Con le verdure e' facile che venga scialba, invece era buona, ma il capitano non dice buona per definizione! :(

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  6. Mi hai fatto troppo ridere, grande!! Baci Flavia

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  7. Come sono contenta che tu abbia trovato il modo di partecipare anche stavolta! E con un risultato golosissimo,per giunta!

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  8. Grazie Mariella, mi sentivo un po' tagliata fuori :)

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  9. Un inno alla Primavera...che arriverà...eccome se arriverà...un abbraccione immenso!

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    1. Arrivera' la primavera? Oggi qui non si direbbe! Un abbraccione anche a te! Grazie!

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  10. non mi faccio una ragione di quanta inventiva e destrezza avete tirato fuori per questa sfida! E tu hai saputo legare tra di se ogni minima cosa, dagli ingredienti alla storia... e non è una cosa facile!

    una fideuà molto speciale, grazie!

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    1. grazie mille Mai ma questa volta non è granchè!

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